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Parteciperesti ad un manageriale sul volo virtuale?

 Si, con molto interesse
 Si
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   Vi presento... la mia idea!!!
di Admin (del 26/03/2009 @ 20:42:51, in Articoli Vari, linkato 732 volte)

Dopo circa 3 mesi, chiudo il sondaggio “Cosa aggiungeresti al sito?” che aveva come scopo non solo quello di capire come poter sviluppare questo sito, ma anche di sondare se, in maniera un po’ indiretta, foste interessati ad un progetto che mi piacerebbe realizzare.

Ma prima di parlare di tale progetto e, quindi, presentare il nuovo sondaggio a tema, vediamo un po’ qual è stato il risultato del precedente sondaggio.

 

Avete votato in 31 (per me… tanti!!!), con una vittoria netta della Scuola di Volo online. Un risultato che, onestamente, mi aspettavo e prevedevo grazie alle varie e-mail che mi sono giunte.

In fin dei conti, esistono numerosi forum che parlano del volo simulato e, sicuramente, di un altro non se ne sente l’esigenza. Ciò vale anche per la chat; mentre, per un’agenda degli eventi reali… c’è sempre tempo per realizzarla (e ci sto già lavorando).

 

Quindi, molti desiderano apprendere le regole del volo, almeno quello simulato, attraverso dei corsi online.

 

Bisogna però spendere due parole su questa iniziativa. Esistono già delle “scuole” online che offrono questo servizio; vedi l’ottimo IVAO Italia o alcune compagnie virtuali, dove spesso utenti si uniscono per apprendere, dall’insegnante volenteroso, le regole del volo.

Non nego che spesso il sottoscritto ha partecipato, diligentemente, a tali incontri.

Ma è anche vero che, spesso, l’entusiasmo della conoscenza svaniva nell’intrepido allievo quando, nel mettere in pratica le conoscenze acquisite, tutto si trasferiva al semplice volo.

Capiamoci… tutti noi simmers amiamo volare e ci basta prendere in mano la cloche (virtuale), accendere il motore del nostro aereo (virtuale)… e subito partono le emozioni.

 

Si ok!!! E poi?!?

 

Per il sottoscritto non basta… voglio cercare di simulare al massimo la realtà. E al di là di pianificare (per me in VFR… per altri in IFR) un volo, mi manca la sensazione di vivere in pieno la realtà del volo commerciale o del semplice volo privato o di diporto.

 

Cosa voglio dire?!? Semplice… creare un manageriale del volo virtuale, dove simulare non solo il passeggero (già c’è FsPassengers) o i rank da pilota (esistono le compagnie virtuali), ma tutta la realtà dell’aviazione, dall’acquisizione delle licenze attraverso esami (e corsi) alla possibilità di vendere il proprio HUB di appartenenza; quindi, non solo la gestione di una compagnia con costi, ricavi, acquisto aerei, ecc., ma anche la possibilità di interagire tra compagnie stesse.

 

Non voglio dire altro… per ora.

 

Vorrei solo sapere se a voi questo potrebbe interessare, pensando che tutto, naturalmente, è FREE… A GRATIS.

 

Quindi, votate il sondaggio… ma, soprattutto, scrivetemi… ditemi cosa ne pensate e i vostri consigli, suggerimenti.

Se poi, vorreste partecipare attivamente allo sviluppo del progetto… siete i benvenuti. Ne parleremo insieme e vedremo come procedere.

 

Vi aspetto!!!


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   TrackIR.... "fatto in casa"!!!
di Admin (del 09/03/2009 @ 09:20:08, in Recensioni, linkato 1342 volte)

Per rendere sempre più realistico il volo, ho sempre sognato di acquistare il TrackIR (per chi non lo conoscesse clicchi qui); però il prezzo un po’ altino (circa 140 euri) mi ha sempre fatto desistere.

Girovagando per internet, ho trovato un sito che metteva a disposizione sia il software gratuito che le istruzioni per costruire da soli tutto il sistema TrackIR.

Allora… perché non provare?!?

 

Mi sono messo subito all’opera, cercando parte del materiale che già possedevo e acquistando quello che mi mancava. Ho seguito le istruzione fornite dal blog Ewrite.us e direttamente dal sito del free TrackIR, con l’intenzione di crearmi un TrackIR a 4 LED e alimentazione attraverso USB.

Sarebbe stato più facile creare un sistema 3 LED, consigliato da tutti, ma visto che era la prima volta che mi cimentavo in qualcosa del genere… bhè, ho scelto la difficile!!!

 

Questo è il materiale da me utilizzato:

 

4 led di colore rosso

4 resistenze da 100 ohm

Nastro isolante

Cavo USB (lungo 2 metri può bastare)

Cavo elettrico rigido a tondino pieno

Filo di ferro semi-rigido

Saldatore e relativo stagno

Cappellino

 

Come vedete, si tratta di materiale facilmente reperibile.

 

Attenzione!!! Vorrei subito fare una precisione. Io ho utilizzato un nastro isolante di colore bianco… lo sconsiglio!!! E’ meglio quello di colore nero, in quanto non riflette la luce e non avrete problemi nel settaggio del software del TrackIR.

 

Cominciamo quindi a costruire prima il clip del TrackIR.

 

Ho tagliato  il filo di ferro semirigido per ricavare una sezione doppia della lunghezza verticale che c’è tra l’inizio della visiera e la parte alta del cappello. Successivamente, ho piegato tale filo giusto a metà, questo per rafforzare la struttura, tenendo ferme le due parti con un po’ di nastro.

 

 

Poi ho tagliato una sezione di filo di ferro lunga quanto la visiera e aggiungendo 2 cm da entrambi i lati. Quest’ultimi, piegati a forma di uncino, serviranno per bloccare la struttura al cappellino.

 

 

Si passa all’assemblaggio dei due pezzi… con tanto nastro isolante!!!

Dalla foto si capisce perché era meglio il nastro di colore nero. Troppa luce riflessa!!!

Proviamolo sul cappellino.

 

 

Mi sembra ok!!!

 

Passiamo alla parte elettrica.

 

Anche qui c’è un piccolo errore. Possedevo già un po’ di filo elettrico rigido, con guaina di colore nero. Ma se voi doveste comprarlo, è meglio prendere due fili di colore differente. Perché? Lo capiremo tra poco.

 

Tenendo la struttura infilata nel cappellino, ho tagliato due pezzi di filo elettrico per ogni ramo della struttura stessa, tenendo presente che tutti i fili saranno collegati al centro.

 

Come vedete nella foto, ad un filo di ogni coppia ho attaccato un po’ di nastro bianco; serve per capire, dopo la saldatura, qual è il positivo. Questo non servirebbe se avessi avuto del filo elettrico colorato ; - )

 

 

Passiamo alla fase un po’ critica (per il sottoscritto si intende)… la saldatura delle varie parti.

 

Prendiamo un LED e saldiamo un lato della resistenza da 100 ohm sul polo positivo del LED. Il polo positivo del LED è rappresentato dall’asta più lunga del LED stesso. All’altro lato della resistenza salderemo il filo elettrico (quello che io ho segnato con il nastro bianco). Sull’asta del polo negativo del LED (quella più corta) saldiamo l’altro pezzo di filo elettrico. Un po’ di nastro per tenere fermo tutto… e i led sono pronti!!!

Nella foto potete vedere le resistenze collegate.

 

 

Create le connessione dei 4 LED, non ci resta che unire i  4 fili positivi e i 4 fili negativi, stando attenti che non ci sia nessun contatto.

Prendiamo il cavo USB e tagliamo la parte femmina, lasciando solo il connettore che va inserito nella porta USB del pc.

Sguainiamo i fili e vedremo che, oltre alla rete per la schermatura, ci sono 4 fili di colore diverso. Quelli che interessano a noi sono i fili di colore ROSSO e NERO, rispettivamente il polo positivo e il polo negativo.

Colleghiamo tale filo rosso con i 4 fili positivi del TrackIR e il filo nero con i 4 fili negativi.

Un po’ di nastro isolante per separare bene le due polarità e, se tutto è stato fatto correttamente, dovreste avere questo risultato : - D

 

 

La parte hardware del TrackIR è pronta. Ora tocca alla configurazione del software, che ognuno di voi  potrà fare grazie all’aiuto della guida presente sul sito


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   L'Italia... in 500 Gb
di Admin (del 25/02/2009 @ 19:32:10, in Articoli Scenari, linkato 1333 volte)

Se tale progetto andrà in porto... sicuramente sarà tutt'altra cosa volare in Italia... soprattutto in VFR. Maggiori info le trovate sul blog dell'amico Frank, uno degli artefici di tale progetto.
 

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   De Havilland Dh89a Dragon
di Admin (del 17/02/2009 @ 14:38:24, in Storia dell'Aviazione, linkato 461 volte)

Quando negli anni '30, le case produttrici cominciarono a pensare ad un utilizzo dell'aereo in campo civile e non solo militare, il DH89 divenne ben presto uno dei più affidabili e suggestivi aerei per il trasporto passeggeri.
Denominato l'autobus volante, fu sicuramente uno dei principali protagonisti della nascita dell'aviazione civile.

 



Il de Havilland DH.89 Dragon Rapide era un biplano bimotore di linea a corto raggio prodotto dall'azienda britannica de Havilland Aircraft Company a partire dalla metà degli anni trenta.
Usato successivamente anche come aereo da addestramento nelle scuole di volo della Royal Air Force, venne ridenominato in quel ruolo DH. 89B Dominie.

 



Nel 1934 la de Havilland decise di produrre una variante migliorata del precedente de Havilland DH.84 Dragon caratterizzata dal maggior comfort di viaggio e dalla maggior velocità di crociera. Per la sua realizzazione vennero usate parti del più grande quadrimotore DH.86 Express tra cui le ali e la stessa motorizzazione affidata al 6 cilindri Gipsy Six.



Il prototipo, al quale era stata data la denominazione Dragon Six volò per la prima volta il 17 aprile 1934 rivelando da subito la bontà del progetto. Con l'avvio alla produzione di serie venne ridenominato ufficialmente Dragon Rapide e nel periodo prima dello scoppio della seconda guerra mondiale riuscì ad avere un ottimo successo commerciale.
Con lo scoppio del conflitto vennero realizzate alcune versioni da addestramento per la formazione di navigatori ed operatori radio nelle scuole di volo della Royal Air Force.

Il Dragon Rapide era un velivolo caratterizzato dalla configurazione alare biplana, realizzato in tecnica mista con struttura in tubi di acciaio saldati ed intelaiatura in legno rivestite in tela, tranne il muso, realizzato in un unico pezzo in lega leggera. La fusoliera era a sezione rettangolare, dotata di cabina di pilotaggio monoposto chiusa e di scompartimento passeggeri capace di 8 posti a sedere.

Posteriormente la fusoliera terminava in una coda dall'impennaggio classico monoderiva di grandi dimensioni. Le ali erano di egual misura, a pianta ellittica, con l'inferiore leggermente disassata verso la parte posteriore, entrambe dotate di alettoni, collegate tra loro da una sere di montanti e tiranti in filo d'acciaio.
 
 
 
La propulsione era affidata a due motori de Havilland Gipsy Six da 200 hp (149 kW) ciascuno, montati in due gondole fissate all'ala inferiore che integravano anche il carrello d'atterraggio anteriore, fisso e carenato, completato da un ruotino d'appoggio posteriore posto sotto la coda.
 
 
 
Queste le versioni prodotte:
    * DH.89 Dragon Six - prototipo
    * DH.89 - prima versione di serie
    * DH.89A - versione migliorata, dotata di un faro di atterraggio posizionato sul muso, di diverse estremità  alari e cabina riscaldata
    * DH.89A Mk 4 - versione derivata dal D.H. 89A, motorizzata de Havilland Gipsy Queen 2 abbinati ad eliche a passo fisso
    * DH.89A Mk 5 - versione derivata dal D.H. 89A, motorizzata de Havilland Gipsy Queen 3 abbinati ad eliche a passo variabile
    * DH.89A Mk 6 - versione derivata dal D.H. 89A, motorizzata Fairey X5 abbinati a eliche a passo fisso
    * DH.89M - versione militare da trasporto prodotta per la Lituania e Spagna.
    * DH.89B Dominie Mk I - versione militare da addestramento per la formazione di navigatori ed operatori radio
    * DH.89B Dominie Mk II - versione militare da trasporto e collegamento
 
 
 
Il DH89 Dragon per FSX, creato da Dave Garwood potete scaricarlo direttamente da AVSIM
Parte dei testi è tratta da Wikipedia.

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   La circolazione aerea
di Admin (del 11/02/2009 @ 21:08:00, in Tutorial VFR, linkato 780 volte)

Ora che conosciamo come si legge una carta VFR e, quindi, conosciamo la differenza esistente tra i vari spazi aerei e quali possiamo o non possiamo attraversare, credo che sia giunto il momento (prima di prendere il volo!) di parlare della “circolazione” aerea.

Come per la circolazione terrestre e marittima, anche quella aerea è strettamente disciplinata da rigide regole a cui ogni pilota deve strettamente attenersi.

Tale “leggi dell’area” sono regolamentate dall’ENAC e gestite dall’ENAV.

L’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) è quell’organismo, istituito il 25 luglio del 1997 con il D.L. 250/97, che ha il compito, appunto, di soggetto regolatore elle attività di trasporto aereo in Italia. Esso è nato dalla fusione di 3 organizzazioni esistenti: il Registro Aeronautico Italiano (RAI), la Direzione Generale dell’Aviazione Civile (Civilavia) e dell’Ente nazionale Gente dell’Aria.

L’ENAV, invece, è la società italiana per i servizi del traffico aereo, rappresentando l’area Italia della principale organizzazione internazionale che si occupa della regolamentazione del traffico aereo (ICAO).

Ora vedremo quali sono le regole principali (non riuscirei a descriverle tutte) per effettuare un volo VFR, tenendo presente che esse sono prese dalla legislazione che regolamenta il volo VDS (Volo da Diporto e Sportivo).

Innanzitutto, partiamo a descrivere quali caratteristiche devono avere i campi di volo affinché si possa esercitare l’attività di volo. Essi devono avere una larghezza di pista di 20 metri (con una tolleranza del +/- del 10%) e una lunghezza di 400 metri (con una tolleranza del +/- del 10%). Inoltre, non devono esser presenti linee elettriche di altezza superiore a 8 metri, entro il raggio di 300 metri.

Ora passiamo alla parte forse più interessante.

Parliamo di come è possibile effettuare il decollo e l’atterraggio da una pista.

Elemento essenziale è che decollo ed atterraggio devono avvenire sempre contro vento.

Di solito, ogni pista prevede due direzioni di decollo e atterraggio. La scelta è strettamente collegata alla direzione del vento che, ripeto, deve essere sempre in una situazione di “contro vento”.

Ogni aeroporto, avio superficie o campo volo deve essere attrezzato di un’area destinata ai segnali, detta “quadrato segnali”. In essa sono collocati i segnali di indicazione della pista in uso e vi posso trovare anche segnali di divieto o di autorizzazione.

 

 

Atterrare con cautela

 

 

Non atterrare

 

 

Pista o via di rullaggio non agibile

 

 

 

All’interno della stessa aerea viene collocata anche la manica a vento; essa è un tronco di cono di stoffa montato su un supporto girevole, collocato su un’asta. Serve ad indicare la direzione del vento e a dare, opportunamente tarata, una indicazione visiva della sua intensità.

Altre regole fondamentali sono le precedenze.

Infatti, la circolazione aerea si basa su precise regole di precedenza:

1)      in caso di avvicinamento frontale ogni aereo vira alla propria destra;

2)      in caso di sorpasso l’aereo più veloce supera sulla destra;

3)      in caso di avvicinamento su rotte convergenti ha la precedenza l’aereo sulla destra;

4)      in atterraggio ha la precedenza l’aereo ad altezza più bassa.


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Benvenuti su VolareaVista

Questo blog è dedicato a tutti i simmers di FSX e, in particolar modo, ai simmers che amano sperimentare il volo VFR sul nuovo simulatore della Microsoft.
Nel blog, oltre alle vicissitudini del sottoscritto, troverete news, suggerimenti, perplessità e quant’altro si possa dire e fare con FSX, in relazione al volo VFR.
Ci sarà spazio anche per il volo reale, attraverso articoli e lezioni che spiegheranno come si possa volare in VFR o in VDS nella realtà.
Naturalmente, come in qualsiasi blog che si rispetti, potrete lasciare i vostri commenti, suggerimenti e idee.

Inoltre, il blog è la base di lancio per un progetto che cerco di realizzare: la creazione delle Aviosuperfici Italiane per FSX.

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